Cenerentola 2012
Carlo Verdone
Brillante commedia che esplora temi di giustizia, virtù e identità e rende universali le questioni sociali e morali attraverso una narrazione che gioca sull’inganno, l’apparenza e la redenzione. La protagonista, una giovane donna relegata al ruolo di serva dalle sue sorellastre e dal patrigno, sogna di sfuggire alla sua miseria e di vivere una vita migliore. Il suo incontro con un principe travestito da servo, che cerca una sposa che lo ami per ciò che è e non per il suo status, apre la porta a una serie di travestimenti, scambi d’identità e malintesi, che costituiscono il cuore dinamico e comico dell’opera. La felicità della protagonista è quindi il risultato del suo spirito integro, della sua bontà e della sua capacità di perdonare, che la conducono infine alla giustizia e al riconoscimento del suo valore autentico.
La versione cinematografica di Cenerentola, su ideazione e adattamento di Andrea Andermann e diretta da Carlo Verdone, reinterpreta l’opera buffa di Rossini attraverso un linguaggio filmico che mescola modernità e raffinatezza. Ambientata in spazi storici che sono trattati come scenografie cinematografiche, la regia si distingue per un uso sapiente della fluidità narrativa e della precisione musicale, creando una messa in scena visivamente stimolante e ricca di ironia. In questa versione, la commedia leggera e giocosa che caratterizza il libretto viene restituita con eleganza, sfruttando i tempi comici del montaggio e l’interazione tra azione scenica e canto, per mantenere l’equilibrio tra la dimensione musicale e quella drammatica.
La regia cinematografica si concentra sulla vivacità dei personaggi e sull’intelligenza della protagonista, mettendo in risalto le dinamiche comiche attraverso una direzione attenta che non sacrifica la complessità dell’opera originale. L’ambientazione storica, pur mantenendo fedeltà al contesto, diventa un elemento che favorisce il dialogo con il pubblico contemporaneo, grazie alla cura del dettaglio visivo e alla costruzione di spazi che evocano una dimensione reale, ma al contempo ricca di simbolismi. Cenerentola diventa così una figura emblematica della lotta per la giustizia sociale, in cui la virtù e la bontà sono gli unici veri criteri di valore, contrastando l’ipocrisia e le apparenze che segnano la vita degli altri personaggi.
Il tono della messa in scena, pur mantenendo la vivacità e il brio dell’opera buffa, si arricchisce di una leggerezza ironica che, tuttavia, non esclude una riflessione più profonda sulle dinamiche sociali e morali. In questo contesto, l’approccio di Andermann riesce a bilanciare sapientemente la tradizione e la modernità, creando un’opera pensata per un ampio pubblico, ma senza rinunciare alla ricchezza musicale e narrativa di Rossini. Cenerentola diventa così una riflessione affascinante sulla virtù, il sacrificio e il valore dell’autenticità, in un mondo segnato da maschere e inganni.
Regia: Carlo Verdone (regia televisiva: Pierre Cavassilas). Soggetto: trasposizione del libretto di Giacomo Ferretti per l’opera di Gioacchino Rossini, adattamento televisivo-curato da Andrea Andermann e Verdone. Musiche: Gioacchino Rossini; direzione musicale Gianluigi Gelmetti con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Costumi: Tatiana Romanoff (costumista), Cristiana Fabris (sarta), Elisa Francescotti, Augusta Tibaldeschi (aiuto sarta). Interpreti: Lena Belkina (Cenerentola), Simone Alberghini (Dandini), Anna Kasyan (Clorinda), Carlo Lepore (Don Magnifico), Lorenzo Regazzo (Alidoro), Edgardo Rocha (Don Ramiro), Annunziata Vestri (Tisbe).
Produzione: Rada Film (Roma) in associazione con RAI e con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte. Distribuzione: Mondovisione su Rai 1 (diretta TV giugno 2012), versione cinematografica distribuita da Microcinema nel 2013. Origine: Italia. Anno: 2012. Durata: 120’.